DISBIOSI INTESTINALE

ottobre 12, 2015

DISBIOSI INTESTINALE

La Disbiosi Intestinale è data da una alterazione dell’ecosistema intestinale. A livello del tratto gastro intestinale è presente un vero e proprio organo, il Microbiota che è formato da 500 specie di microrganismi, questi ultimi formano la flora intestinale che se in disequilibrio porta a sintomi e disturbi dell’apparato gastrointestinale che possono avere conseguenze anche su organi ed apparati distanti dall’intestino. La tipologia ed il numero di batteri intestinali contribuiscono a determinare lo stato di benessere o malessere dell’apparato digerente e dell’intero organismo.

La flora intestinale è responsabile di svariate funzioni fra cui: produzione di enzimi fondamentali per i processi digestivi, sintesi di vitamine (vitamina K e del gruppo B) importanti per il benessere dell’intero organismo, produzione di acidi grassi a catena media e corta, che sono la principale fonte energetica delle cellule del colon e dei batteri stessi che lo abitano, oltre che fonte energetica per l’uomo, produzione di sostanze ad azione antimicrobica e antimicotica, indispensabili per difendere il tratto intestinale dall’attacco di agenti patogeni, modulazione del sistema immunitario, che ha la base più importante a livello intestinale, potenziamento della funzione di barriera intestinale per prevenire l’eccessiva permeabilità;
CAUSE PRINCIPALI DI DISBIOSI

Tra le cause principali della Disbiosi Intestinale vanno elencate: Intolleranze e allergie, scorrette abitudini alimentari, diete errate come quelle ricche di zuccheri semplici e cereali raffinati o diete povere di fibre (presenti in frutta, verdura, alimenti integrali), stress psico-fisico dovuto a ritmi frenetici e stress psicologici, terapia antibiotica/farmacologica a seguito di infezioni, indebolimento del sistema immunitario per carenze vitaminiche o malattie pregresse o per utilizzo di cortisonici o altri farmaci (antibiotici, antiacidi, inibitori della pompa protonica, abuso di lassativi) e Infiammazione cronica (morbo di Chron, colite ulcerosa, celiachia, etc…)

TIPOLOGIE DI DISBIOSI

E’ possibile individuare cinque diverse tipologie di Disbiosi Intestinale:

Disbiosi carenziale: conseguente ad un deficit di flora batterica intestinale (bifidobatteri e lattobacilli), per lo più favorito da un’alimentazione povera di fibre solubili e/o ricca di alimenti confezionati, raffinati, sterilizzati, oppure conseguente a trattamenti con antibiotici;
Disbiosi putrefattiva: favorita da una dieta eccessivamente ricca di grassi animali e carni, povera di fibre (aumento nel numero di batterioidi, clostridi, peptococchi ed eubatteri); Disbiosi fermentativa: caratterizzata da una condizione di relativa intolleranza ai carboidrati o per eccessivo consumo di zuccheri semplici, porta ad un’accentuata fermentazione batterica (sovracrescita batterica nell’intestino tenue, di solito meno popolato da microorganismi);
Disbiosi da sensibilizzazione: causata da una risposta immunitaria a componenti della microflora batterica intestinale fisiologica (deficit della barriera immunitaria composta dalle IgA secretorie); Disbiosi da funghi (Candida intestinale e lieviti in eccesso): legata alla sovracrescita di saccaromiceti (funghi) o della Candida, favorita da una dieta ricca in zuccheri semplici, alimenti lievitati, carboidrati raffinati e povera in fibre.

La Disbiosi Intestinale si può manifestare con un ampio ventaglio di segni e sintomi fra cui cattiva digestione e alterazione del transito intestinale, gonfiore e tensione addominale, aumentato rischio di infezioni per mal funzionamento del sistema immunitario, e aumentata probabilità di micosi nell’intestino (candidosi), di vaginiti e cistiti nella donna. Altro dato importante da non sottovalutare sono i disturbi di carattere generale: nervosismo, ansia, disturbi del sonno, stanchezza, astenia e cambiamenti dell’umore.

La Disbiosi può essere valutata ad esempio attraverso un test delle urine che consente di evidenziare l’eccesso o l’assenza di metaboliti derivati dalle attività metaboliche della flora batterica intestinale. Tra i vari test, alcuni, vanno a ricercare la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano: indicano (un elevato livello di indicano urinario è indice di disbiosi a livello dell’intestino tenue) e lo scatolo ( elevati quantitativi sono indici di una non completa digestione delle proteine data da una flora intestinale non equilibrata).

In caso di disbiosi intestinale (squilibri nella composizione della flora batterica), il paziente dovrebbe essere seguito da un’attenta anamnesi sulla storia clinica e in caso di sintomatologia importante, da test aggiuntivi per la valutazione dell’eziologia della sintomatologia: valutazione quantitativa della composizione della flora batterica intestinale e della presenza di eventuali patogeni, valutazione di marker infiammatori e di permeabilità intestinale, presenza di intolleranze alimentari.

Importante capire a che livello del tratto intestinale è presente lo squilibrio della flora batterica. Alterazioni del valore dell’Indicano sono indice di Disbiosi a carico dell’intestino tenue – disbiosi fermentativa, consigliabile integrazione con ceppi di Lattobacilli (Acidophilus, Rhamnosus, Salivarius, Casei, Plantarum, Reuteri);
Alterazioni del valore dello Scatolo sono indice di Disbiosi a livello del colon – disbiosi putrefattiva, consigliabile integrazione con ceppi di Bifidobatteri;

Oltre all’integrazione con probiotici (batteri che vanno a ripopolare il tratto gastrointestinale) può essere utile un’integrazione a base di prebiotici, ossia fibre alimentari solubili in grado di favorire la crescita della flora batterica “buona”. Utile uno stile di vita sano con un’alimentazione bilanciata priva di “cibi spazzatura” abbinato all’assunzione di prebiotici e probiotici specifici per il tipo di Disbiosi di cui si soffre contribuiscono a migliorare lo stato di salute del proprio intestino e dell’intero organismo.

 

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