Trauma e malattia: ammalarsi di stress

ottobre 21, 2015

Negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato il rapporto tra emozioni, traumi, stress, e la maggior parte delle patologie da cui è affetto l’essere umano. Ricerche e ricercatori hanno mostrato il legame diretto tra variabili psicologiche e malattia.

Fenomeni psichici, sistema nervoso, endocrino e immunitario sono legati e integrati in una rete comune il cui equilibrio è necessario perché l’organismo possa rispondere in maniera efficace agli stress di varia natura che possono interessarci, permettendo in tal modo la sopravvivenza stessa dell’individuo.

Qualsiasi fattore (fisico, biologico o psicosociale) può influenzare, direttamente o attraverso una mediazione emozionale, il terreno biologico sul quale si inserisce la malattia.

Una reazione emotiva, come quella che avviene dopo un forte stress (lutto, problemi professionali, traumi di varia natura) si accompagna a variazioni sia neuro-endocrino-immunitarie che comportamentali .

Non di rado la malattia, o i suoi sintomi, si manifestano nel periodo immediatamente successivo ad un qualche evento stressante: le prime avvisaglie del tumore al colon di Carla si erano, ad esempio, manifestate qualche mese dopo un periodo di grande stress al lavoro mentre il dolore alle gambe di Valentina (che nel giro di qualche mese la costrinse all’uso delle stampelle) si era affacciato subito dopo la morte della sorella.

Le esperienze traumatiche, ossia ogni evento che agisce da spartiacque e in seguito al quale per noi c’è un prima e un dopo, si ripercuotono direttamente sulla fisiologia del sistema nervoso, sull’apparato neuroendocrino e quindi sul benessere psicofisico della persona.

Negli ultimi ho lavorato con moltissimi pazienti affetti da dolore cronico di vario tipo (fibromialgia, dolore osteoarticolare, dolore muscolare, dolore urogenitale, cefalee, dolore oncologico etc) e, nella mia esperienza clinica, mi trovo davanti sempre allo stesso quadro ossia all’esordio del sintomo successivamente a eventi o periodi di grande stress.

Uno scenario analogo è quello costituito dai quadri compatibili con il disturbo da sintomi somatici: il paziente arriva a colloquio dopo un lungo periodo (spesso anche anni) caratterizzato da disturbi di vario genere (dolore muscolare, colon irritabile, cefalea, dolore urente, mal di testa, cistiti, vulvodinia etc) in seguito ai quali ha peregrinato fra una marea di professionisti diversi e facendo una lunga fila di accertamenti strumentali tutti negativi.

Solitamente, ad un certo punto di questa interminabile, costosa ma soprattutto dolorosa strada , uno dei medici (ormai disperati) ipotizza un quadro compatibile con la fibromialgia, malattia caratterizzata da molti sintomi simili e quindi fa l’invio al medico reumatologo.

Il professionista in questione , dopo la visita, non può che escludere questa diagnosi e finalmente parla al paziente del disturbo da sintomi somatici.

Come conseguenza di questo lungo percorso, al primo colloquio arriva una persona stremata, un paziente in cerca della propria diagnosi , con un dolore invalidante che spesso è stato scambiato per ipocondria.

Dott.ssa Paola Fanti

www.paolafanti.it

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