Agopuntura nel Dolore Pelvico Cronico

novembre 10, 2015

Il dolore pelvico cronico (CPP) è una condizione fortemente debilitante e molto diffusa, dati recenti indicano che ne è affetto dal 2 al 25% della popolazione femminile tra i 18 e i 50 anni e che rappresenta il motivo del 10-40% di tutte le visite ginecologiche. Viene definito come un dolore costante o ciclico, di durata superiore ai sei mesi, localizzato alla pelvi anatomica. Si associa a sintomi ginecologici, delle basse vie urinarie, intestinali, ano-rettali o a sintomi indicativi di disfunzioni sessuali, senza riscontro di infezioni o altre patologie.                                                                                                                           Il CPP può generare sia dalla componente muscolo-scheletrica perineale, che dagli organi contenuti nella pelvi e le due componenti di frequente si influenzano a vicenda nella genesi del dolore.

Fra le cause ginecologiche più frequentemente causa di CPP vi sono la dismenorrea primaria e secondaria, l’endometriosi, la malattia infiammatoria pelvica, la congestione venosa pelvica.

Altre cause riguardano alterazioni delle basse vie urinarie quali cistiti interstiziali o sindrome uretrale, problemi intestinali quali sindrome del colon irritabile, diverticolosi, morbo di Crohn, problemi muscolo scheletriche o neurologici quali intrappolamento nervoso, dolore miofasciale, sindrome del dolore lombare. Spesso, pur in presenza di una o più delle condizioni riportate, l’associazione di queste con il CPP appare inconsistente e il dolore non è riconducibile a nessuna delle cause note.

Ne consegue che molte volte la diagnosi di CPP si ottiene per “esclusione” è necessario infatti indagare le possibili patologie a carico di ogni singolo organo escludendole, fino ad arrivare ad una diagnosi mirata.

Per quanto riguarda la terapia del CPP, laddove si riesca a ricondurre la sintomatologia ad una delle cause note, il trattamento sarà legato a quello della patologia identificata. Tuttavia vista l’elevata percentuale di forme a etiologia non nota è raccomandato un approccio terapeutico multidisciplinare, che integri differenti modalità di cura.

Si calcola che negli USA il 51% delle donne affette da CPP abbiano utilizzato nell’ultimo anno almeno un approccio terapeutico di tipo non convenzionale, di queste l’8% si è sottoposta a terapia con agopuntura (AP).

L’AP si fonda sui principi della Medicina Tradizionale Cinese in base ai quali le funzioni dell’organismo sono sotto il controllo del Qi , che deve fluire libero e secondo una precisa direzione, nei Canali Energetici del corpo. Il disequilibrio nella circolazione del Qi viene corretto tramite l’inserzione di sottilissimi aghi posizionati in punti codificati, lungo i Canali Energetici.

Da un punto di vista scientifico negli ultimi trent’anni è stata prodotta una notevole mole di studi preclinici e clinici, che hanno valutato le potenzialità antidolorifiche dell’AP la quale, ad oggi si è dimostrata una tecnica terapeutica sicura ed efficace nel trattamento del dolore cronico.

Sono state formulate diverse teorie sui possibili meccanismi d’azione dell’AP nel controllo del dolore: allo stato attuale della ricerca è stata evidenziata una azione di modulazione elettrica e una di modulazione biochimica entrambe evocate dalla stimolazione degli aghi.

Nel primo caso, il segnale elettrico mediata dall’ago attiva il sistema di controllo del dolore a livello del midollo spinale (Gate Control), dando origine ad un “arco riflesso spinale” che riduce la percezione del dolore, inoltre si verifica una inibizione della conduzione ascendente del segnale dolore verso il cervello ed una attivazione delle vie discendenti di controllo del dolore. L’azione di modulazione biochimica dell’AP si esplica prevalentemente a livello cerebrale con rilascio di oppioidi endogeni (encefaline, endorfine), in grado di modulare il dolore a livello ipotalamico e limbico, specialmente la componente emozionale/affettiva, così importante nel dolore cronico. Questa modalità di azione  è verosimilmente alla base della capacità dimostrata dall’AP di migliorare alcune performances differenti dal dolore, ma inscindibilmente connesse ad esso, quali qualità del sonno e tono dell’umore. L’utilizzo dell’AP nel trattamento del dolore ginecologico è supportato da un discreto numero di evidenze cliniche, studi condotti nel corso degli ultimi anni hanno evidenziato come l’AP sia efficace e sicura nel trattamento del dolore pelvico e lombare in gravidanza, utile e sicura nella terapia integrata della dismenorrea primaria, del dolore pelvico in endometriosi e del dolore pelvico cronico “idiopatico”.

Si ipotizza che sia in grado di modulare l’asse Ipofisi-Ipotalamo-Surrene- Gonadi, con riequilibrio della secrezione dei principali ormoni sessuali quali FSH, LH, estradiolo, progesterone. In relazione dunque alla sua sicurezza, in quanto priva di effetti collaterali importanti , alla sua efficacia nella terapia del dolore cronico e alla sua buona integrazione con le usuali terapie della medicina convenzionale, l’AP è un’opzione terapeutica da considerare nel CPP, soprattutto nei casi ad etiologia non nota, non responders alla terapia medica.

Dott.ssa Giovanna Manicardi – Medico Chirurgo – Specialista in Malattie Infettive – Agopuntore

Medico Agopuntore esperto in fertilità e supporto alla PMA

Posted