Cefalea di tipo muscolo tensivo

2 maggio 9, 2016

Cefalea di tipo muscolo tensivo

Si tratta del tipo più frequente di cefalea primaria, la sua prevalenza nell’arco della vita varia dal 30% al 78%, portando ad un impatto socio-economico estremamente rilevante.

E’ caratterizzata da un dolore gravativo-costrittivo al capo, spesso associata ad un aumento del tono muscolare del capo, della nuca e delle spalle. Il dolore viene descritto dai pazienti come una sensazione di compressione alla testa come se fosse stretta da una morsa. Il dolore può essere lieve, moderato o molto intenso ed è spesso bilaterale. Può manifestarsi per minuti, ore, giorni o anni, e assieme alla cefalea può coesistere un aumento della dolorabilità dei muscoli della testa alla palpazione manuale.

La cefalea di tipo tensivo è classificata in:

  • Episodica: episodi di cefalea con dolore gravativo-costrittivo bilaterale di intensità da lieve a moderata, non incrementata dall’attività fisica normale, di durata variabile da minuti, ore, giorni, settimane. La nausea e il vomito sono assenti, possono essere presenti fotofobia o fonofobia. All’interno di questa forma si riconosce una forma sporadica che presenta meno di un episodio al mese e una forma frequente che presenta dai 12 ai 180 episodi all’anno. Queste forme possono evolvere nella forma cronica.
  • Cronica: presenta episodi quotidiani molto frequenti (più di 15 giorni al mese per più di 3 mesi all’anno). Può essere associata a nausea moderata o lieve, ma mai vomito, fonofobia o fotofobia. A differenza delle forme episodiche, la cefalea cronica (più di 180 episodi all’anno) causa un peggioramento della qualità di vita e può essere fonte di disabilità elevata.

I meccanismi precisi alla base della cefalea di tipo tensivo non sono conosciuti. È probabile che i meccanismi del dolore periferico giochino un ruolo nella episodica sporadica e frequente, mentre i meccanismi del dolore centrale sembrerebbero avere un ruolo nella cronica.

La ricerca attuale attribuirebbe l’origine della cefalea a cambiamenti nel livello di alcuni neurotrasmettitori che interferirebbero con la capacità di gestire il dolore, ma come avvengano queste fluttuazioni non è ancora chiaro del tutto.

Utile per la cura della cefalea è il riconoscimento e la rimozione di eventuali fattori scatenati o di mantenimento che contribuiscono alla comparsa o al peggioramento della sintomatologia algica, come:

  • Stress;
  • Depressione e ansia;
  • Posture scorrette mantenute per lungo tempo;
  • Alimentazione errata;
  • Disturbo temporo-mandibolare;
  • Abuso di farmaci.
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